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La Chiesa Arcipretale di San Giovanni Montebello


Incerte le notizie sulla sua costruzione, sappiamo però che la Curia Arcivescovile di Messina, su istanza dei «naturali» la elevava in sacramentale e filiale dell’arcipretura di Mascali, il 23 Febbraio 1747.
È chiaro quindi che come tutte le chiese di Giarre, sorse tra la fine del '600 e i primi anni del '700. Però la chiesa di San Giovanni Battista ha una storia tutta particolare in quanto, dopo la divisione di Giarre da Mascali nel 1823, tende ad avere una sua autonoma funzione non più come filiale, ma come chiesa arcipretale dato che, lontana da Giarre, poteva ben reggere la vicina chiesa di S. Alfio, Puntalazzo e poi ancora Montargano.
Mons. Genuardi, primo vescovo di Acireale è molto prudente, attesa la tenace opposizione dell’Arciprete di Giarre, Don Carmelo Patanè, futuro Arcivescovo di Catania. Anche la municipalità, con a capo il Sindaco Lucio Quattrocchi, teme che la dismembrazione della paroccchia nasconda un sapore politico.
Ma le parti in causa sottovalutano un giovane prete, d’ingegno eccezionale e di profonda umiltà, che con le leggi canoniche in mano, sapeva muoversi per la sua ridente terra e dalla quale, con grande gesto di amore non volle mai allontanarsi, pur rinunziando a cariche ed onorificenze: Monsignor Giovanni Musumeci che oggi riposa nella chiesa che egli volle arcipretale forse perché dominava la vasta piana di Mascali.
Il 3 Settembre 1903 la S. Congregazione del Concilio, la Suprema Corte Ecclesiastica di Roma, autorizzò lo smembramento della Chiesa di San Giovanni e con provvedimento eccezionale la erigeva in chiesa arcipretale, assegnandole come filiale S. Alfio. Genuardi, vescovo intelligente e saggio visti inutili i suoi tentativi, provvide subito alla nomina del primo parroco-Arciprete il Sac. Don Salvatore Leonardi grande collaboratore di Monsignor Giovanni Musumeci docente del Seminario diocesano.
Con lo stesso zelo col quale Mons. Musumeci aveva perorato la causa di S. Giovanni, divenuto vicario generale di Mons. Bella, si impegno per ben 43 nuove parrocchie che furono istituite con un unico decreto del 19 Dicembre 1921. Ad altri il compito di illustrare l’attività di questo grande ed eccezionale sacerdote la cui operosità attende ancora di essere presentata all’attenzione di tutti.
Il terzo parroco, Mons. Giovanni Musumeci junior si diede da fare per far si che San Giovanni portasse l’appellativo emblematico di Montebello. Oggi il parroco è il sac. dott. Salvatore La Spina.
L’istanza venne accolta con R.D. 24 Marzo 1942 n. 410.
La chiesa nella sua struttura caratteristica è veramente il punto centrale di un vasto territorio. Il suo maestoso campanile, illuminato è visibile a chi transita per l’autostrada Catania-Messina e così San Giovanni, secondo il sogno del suo più grande figlio: Mons. Giovanni Musumeci sta nella collina a preparare «la via del Signore».
L’interno della chiesa è perfettamente armonico nelle sue tre navate. Il tema centrale di tutte le decorazioni è la vita del Battista e nessun elemento attenua questa meditazione che parte dall’abside e arriva sino alle volte del tetto.
Non mancano quadri preziosi che arricchiscono questo tempio che troneggia con la sua caratteristica scalinata su tutto il Comune di Giarre. E non potevano trovare posto migliore le spoglie di Mons. Giovanni Musumeci che sono state sistemate sulla navata destra della chiesa che lo vide crescere ogni giorno nei grandi insegnamenti delle virtù cristiane.
Interessante inoltre nell’interno della chiesa il pulpito in marmo, il coro ligneo di notevole gusto artistico e l’organo da poco restaurato.
Come pure sono da rilevare gli antichi confessionali, caratteristica della vetustà della chiesa.

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